Valeria Luiselli – Volti nella folla

15 Feb

voltifollaInseguivo questo libro da anni, senza mai decidermi davvero a leggerlo. Quando ne ho avuta l’occasione, ovviamente, mi sono pentita di non averlo fatto prima.

Devo dire che non mi aspettavo una scrittura simile. Immaginavo un romanzo nel senso più classico del termine, invece mi sono trovata di fronte a una serie di brevi paragrafi separati da asterischi, uno stile che mi ha ricordato un po’ la Jenny Offill di Sembrava una felicità e un po’ anche Agota Kristof, per la prosa asciutta e a tratti allucinata, che anestetizza ma allo stesso tempo lascia intuire un grande tumulto interiore. Bravissima la traduttrice Elisa Tramontin, che è riuscita a rendere perfettamente questo stile così particolare.

Dunque, c’è una donna. Ci sono un marito, un bambino e una neonata senza nome, o meglio, i cui nomi non ci vengono mai svelati. La narratrice alterna racconti sul suo presente – costituito quasi soltanto dalla vita familiare – e sul suo passato, ma non solo.

Li portiamo rispettivamente al letto e alla culla, e li guardiamo dormire. Ci amiamo in loro, attraverso di loro. Forse più attraverso di loro che attraverso noi stessi, come se dopo il loro arrivo lo spazio vuoto che ci univa e separava si fosse riempito di qualcosa, di un qualcosa che non era né io né lui, ma che ora sembrava indispensabile per darci un senso.

Questa vita quotidiana e normale, troppo normale, comincia a starle stretta. Cerca quindi di sfuggirvi attraverso le pagine di un romanzo che sta scrivendo sulla sua vita precedente, quando stava a New York e non dormiva mai nel suo appartamento, perché si scambiava le chiavi di casa con amici e perfetti sconosciuti. Lavorava in una casa editrice e viveva di poesia, di traduzioni, in un vortice di giovinezza e di possibilità che ora può solo ricordare e rivivere su carta.

Ma nel suo libro non parla solo di se stessa: il suo precedente lavoro di traduttrice l’aveva infatti portata a conoscere le opere di un poeta da cui rimane ossessionata. Mentre ricorda tutto ciò, a poco a poco si perde sempre più dietro questo personaggio, si nasconde dalla famiglia, non scende dal letto; mentre l’altro incrocia la sua vita, la ingombra arrivando a occupare tutte le sue pagine e non solo: prende il posto di un marito che lei sente inadeguato, di cui non si fida più e per il quale costruisce un presente e un futuro inventati e ricalcati sul passato del poeta.

Man mano che la narrazione procede i fantasmi prendono il sopravvento e il poeta finisce per prendere la parola, per sostituirsi alla narratrice raccontando la propria vita e la presenza misteriosa di una donna che lo osserva, in cui possiamo facilmente riconoscere la nostra antieroina. Verso la fine il libro prende una deriva quasi onirica, come in un gioco di specchi in cui talvolta è difficile capire chi ci stia raccontando cosa: il poeta Gilberto Owen, vissuto diversi anni prima negli stessi ambienti frequentati dalla narratrice, prende quasi possesso della sua vita.

Un libro intenso, che grazie ai brevi paragrafi si legge senza sosta, immergendosi in atmosfere vertiginose per sfuggire alla quotidianità, ma senza perdere di vista la concreta realtà di un marito che legge da sopra la spalla il romanzo della moglie, di una neonata bisognosa di attenzioni e di un bambino che fa domande scomode, crede ai fantasmi e si inventa le parole.

Il bambino mi chiede:
«Su che cos’è il tuo libro, mamma?»
«È un romanzo sui fantasmi.»
«Fa paura?»
«No, ma è un po’ triste.»
«Perché? Perché i fantasmi sono morti?»
«No, non sono morti.»
«Allora non sono così tanto fantasmi.»
«No, non sono fantasmi.»

Valeria Luiselli, Volti nella folla
titolo originale: Los ingrávidos
traduzione di Elisa Tramontin
La Nuova Frontiera, 2011
170 pagine, 16,50€
Acquista su Amazon

 

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