Kerry Hudson – Tutti gli uomini di mia madre

8 Feb

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«Vieni fuori, piccola merda del cazzo che non sei altro!» Queste sono state le prime parole che ho sentito in vita mia.

Con un incipit così, mi aspettavo un libro un po’ à la Roddy Doyle, estremamente godibile e divertente, la storia di un’infanzia sfasciata ma tutto sommato allegra. Invece mi sono ritrovata tra le mani molto di più.

I momenti divertenti non mancano, ma non perché siano divertenti in sé quanto per la voce che li narra, quella di una neonata, poi bambina e poi adolescente che descrive tutto ciò che vede senza filtri, con un’innocenza assoluta e un inconsapevole umorismo. Per creare una voce così bisogna davvero essere bravi scrittori (e per renderla in italiano bisogna essere ottimi traduttori, quindi un plauso a Federica Aceto). E infatti Kerry Hudson riesce a creare un romanzo che parla di disperazione, di scelte sbagliate, di povertà e miseria sia materiale che spirituale con grande delicatezza e allo stesso tempo con un’incredibile profondità di sguardo.

La piccola narratrice, Janie, non fa nessuno sconto a sua mamma, ragazza madre un po’ sbandata e molto disperata: talvolta vorrebbe lasciarla, essere accudita da adulti normali e affettuosi, ma resta sempre al suo fianco, pur rendendosi conto dei suoi errori. E nonostante da una situazione così non possa che emergere una ragazzina ribelle e caparbia, Janie impara anche a non ripetere gli sbagli che ha visto commettere alla madre, o meglio, a trovarvi rimedio anziché lasciarsi trasportare.

Mentre mamma si mordeva il labbro, si strappava le pellicine e sfogliava vecchie riviste, io imparavo che le storie erano in grado di farmi sentire al riparo da qualsiasi cosa.

Ed è così che dalla miseria, dalla tossicodipendenza, dalla debolezza e dalla forza di una madre complicata e sicuramente non perfetta, ma testarda e a suo modo affettuosa, nasce una donna del tutto diversa da lei ma allo stesso tempo in grado di comprenderla meglio, di perdonarla, di staccarsene senza traumi, per cercare una vita migliore. Janie e la madre Iris sono fatte della stessa pasta:

Ma le Ryan sono fatte così: pescivendole fino al midollo, sempre pronte a litigare e a colpire dove fa più male.

Un rapporto conflittuale ma fecondo, pieno di grandi scenate e dolci riappacificazioni, in grado di difendersi con le unghie e con i denti dal mondo esterno: dagli uomini a cui la madre si lega, dallo zio tossico, dalla nonna crudele, dal padre assente.

Un libro potente e meraviglioso, che si legge con fervore, talvolta arrabbiandosi, talvolta capendo la fallibilità degli esseri umani, spesso con nodo in gola ma altrettanto spesso con il sorriso sulle labbra.

Un lunedì mi disse che potevo portare a casa tre libri. Io la fissai con gli occhi sgranati, pensando che forse stava male davvero.
«No, mamma, questa è una biblioteca. I libri si leggono qui, in silenzio. Sennò si chiama rubare».

Kerry Hudson, Tutti gli uomini di mia madre
titolo originale: Tony Hogan Bought Me an Ice-Cream Float Before He Stole My Ma
traduzione di Federica Aceto
minimum fax, 2016
327 pagine, 17,50€
Acquista su Amazon

 

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2 Risposte to “Kerry Hudson – Tutti gli uomini di mia madre”

  1. lisecharmel febbraio 8, 2017 a 2:40 pm #

    io l’ho letto la scorsa primavera e come te l’ho amato molto. mi ricordo che mi ha spezzato il cuore quando sono andate a Londra e lei notava il bagno pulito, senza gli schizzi sullo specchio…

    • thais.siciliano febbraio 8, 2017 a 3:08 pm #

      Concordo, lo sguardo di Janie su ciò che la circonda è davvero toccante.

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