Federica Leonardi – Il Signor W.

3 Giu

IlSignorW copertinaAnche stavolta devo parlare di un libro che mi è stato inviato dalla casa editrice, e anche stavolta ho messo le mani avanti: ne parlo solo se mi piace, non accetto costrizioni, non voglio l’imbarazzo di dover lodare qualcosa che mi ha lasciata indifferente o che non mi è piaciuto affatto, perché questo non è il mio lavoro e non ci guadagno nulla.

Il libro in questione non appartiene ai generi che amo, e probabilmente non l’avrei nemmeno preso in considerazione se non me l’avessero proposto con una mail garbata, in cui figurava il mio nome e non un generico “Gentile Redazione” (mi succede spesso, e la mia reazione è: “ma redazione de che?”), e soprattutto corredata di una presentazione della casa editrice che ho trovato incantevole, ben studiata, originale e accattivante. Ne cito un pezzetto:

La ciurma LaPiccolaVolante è stata fondata nel 2011 dal Capitano Lord PanHuy e dalla Capitana Borderline. LaPiccolaVolante è il nome della nostra nave pirata, la leggendaria ammiraglia-satellite su cui viaggiamo […]
“LaPiccolaVolante è una micro casa editrice che diffonde le storie più belle nate sul laboratorio di scrittura creativa online http://www.lapiccolavolante.com. La sede legale è in Sardegna ma i nostri autori e lettori sono sparsi in tutta l’Italia. Contrari all’idea di identità a prescindere, amiamo e cerchiamo le affinità elettive. I nostri non sono “libri sardi”, non sono un prodotto tipico da esportare o con cui vantarsi con i turisti. Non fraintendiateci, amiamo da morire la nostra terra, ma siamo convinti che le peculiarità identitarie debbano essere proprie del paesaggio, non delle persone. LaPiccolaVolante è rigorosamente NOEAP, contraria a qualsiasi forma di contributo economico per la pubblicazione da parte dei suoi autori.”

Ecco, chi mette le cose così in chiaro fin da subito non può che starmi simpatico. E quindi non mi sono fermata alla definizione “horror-weird” che mi avrebbe subito fatto rifiutare il romanzo che mi veniva proposto, ma ne ho studiato la trama, ho cercato di non avere pregiudizi e ho accettato.

Quando ho letto il brevissimo prologo, ho temuto di aver fatto il passo più lungo della gamba: non capivo cosa stesse succedendo. Però, memore di tutte le volte che il mio fidanzato – amante di fantasy e fantascienza, al contrario di me – mi ha ripetuto che è normale non capire tutto all’inizio e che bisogna andare avanti per appassionarsi alle storie, ho proseguito. E non me ne sono pentita. Sono stata catapultata in una città dominata da tre edifici: il Whateley – dove vivono il signor W. e Giorgio Kaminski, il suo antipatico vicino di casa – la Torre e il Teatro. E ho conosciuto, oltre ai due personaggi già citati, la dolce e complessa Samia che si tinge i capelli di nero e se li taglia a spazzola con ferocia, quasi a cancellare la sua bellezza, e si aggrappa al ciondolo che le ha lasciato la madre per trovare la forza di affrontare il mondo e dimenticare le parti oscure del suo passato. E poi c’è Zerintia, una delle prostitute che vivono all’ombra della misteriosa Torre che attira i suicidi.

Metodico, bizzarro e solitario, il signor W. vive all’ultimo piano di un antico palazzo polveroso, e quando viene licenziato si ritrova ad avere pochissimi contatti con l’esterno e un conto alla rovescia che gli pende sul capo. Solo la giovane Samia sembra apprezzarlo, anzi, ha una vera e propria cotta per lui. A mano a mano che procediamo nella storia, però, i personaggi e i luoghi vengono avvolti da tinte sempre più fosche e il mistero e l’angoscia si fanno più pressanti, rendendo la lettura affascinante e compulsiva, fino ad arrivare all’horror vero e proprio in un crescendo di tensione.

Non voglio svelarvi troppo, ma dato il principale hobby del signor W., se vi fanno troppa impressione gli insetti evitate di leggere questo libro: ve li sentirete zampettare addosso. A me non piacciono particolarmente, ma non ne sono neppure terrorizzata (anche se ammetto di guardarli con occhi un po’ diversi, ora). Il signor W. non è però soltanto un horror: dietro c’è una storia di solitudine, d’amore, di soprusi, di incomprensioni, di passioni e di repulsioni. C’è una scrittura incredibilmente evocativa, scorrevole ma ricca, coinvolgente e piena di suggestioni.

Tutto perfetto, quindi? Non proprio, perché nonostante Federica Leonardi scriva meravigliosamente bene, si nota qualche pecca nell’editing e soprattutto nella correzione di bozze. Nulla di particolarmente fastidioso, ma comunque una cosa da segnalare (perlomeno se per deformazione professionale siete puntigliosi come me).

Insomma, la lettura di questo libro si è rivelata per me insospettabilmente piacevole. Contando anche la passione e il ribollire di idee della piccola casa editrice che l’ha pubblicato, merita proprio che se ne parli.

Federica Leonardi, Il Signor W.
La Piccola Volante 2015
390 pagine, 14€
Acquista su Amazon

 

 

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