Christiana Ruggeri – Dall’inferno si ritorna

9 Lug

sfar097Prima di parlare di questo libro, devo fare una premessa: Dall’inferno si ritorna mi è stato proposto in lettura dalla casa editrice Giunti, che l’ha pubblicato. Di fronte alla loro mail ho subito messo le mani avanti, spiegando che dato il titolo del mio blog non avrei potuto assicurare una recensione: ne avrei scritto solo se mi fosse piaciuto. Hanno gentilmente voluto mandarmelo lo stesso, e quindi eccomi qui.

Se sto scrivendo queste righe è perché il libro mi è piaciuto molto, ma stavolta con una riserva: la storia – meravigliosa – meritava a mio parere una veste narrativa migliore. La sintassi talvolta è faticosa, spesso anche errata, come nel caso delle numerosissime virgole a separare soggetto e verbo. Tuttavia, si nota che è stato scritto con grande amore, entusiasmo e conoscenza del paese protagonista, il Ruanda. L’autrice partecipa alle peripezie della piccola narratrice con vera empatia, sottolineandone la forza e senza nascondere la propria ammirazione. Forse questo non basta per scrivere un romanzo perfetto, ma per una storia vera è un aspetto imprescindibile.

Il libro narra alcuni mesi della vita di Bibi, cinque anni, durante il terribile genocidio del 1994 in Ruanda. La piccola si sveglia in una pozza di sangue accanto alla sua famiglia sterminata, e sopravvive per miracolo grazie alla bontà di alcuni vicini. Da quel momento Bibi passerà da un ospedale all’altro, da un abbandono all’altro, e dovrà imparare a fare i conti con quanto le è successo. La sua storia ha dell’incredibile, ma purtroppo è vera. In centouno giorni gli hutu hanno massacrato un milione di tutsi, colpevoli solo di appartenere a un’etnia diversa. E una delle persone che salvano Bibi è proprio la moglie del genocidaro Tharcisse Renzaho. Bibi dovrà nascondere la propria identità, mentire, tradire la propria famiglia, per poter sopravvivere.

È una storia dura raccontata con grande sincerità. Il coraggio di Bibi, bambina spaurita in cerca di qualcuno a cui aggrapparsi, è pari solo alla sua disperazione. Eppure non è un libro pesante: nonostante le vicende narrate siano come un macigno si scivola leggeri tra le pagine, divorandole con la consolazione che Bibi ce la farà, perché oggi è una studentessa di medicina e Christiana Ruggeri l’ha incontrata a Roma. Tra parentesi, il capitolo finale, in cui si racconta il loro incontro, mi ha commossa molto. È una storia di donne coraggiose, gli uomini sono figure marginali, a parte un paio.

Insomma, se questo libro è finito sul mio blog significa che è proprio bello. Nella fascetta accompagnatoria Fabio Geda, che della narrazione di fughe disperate se ne intende (vedi Nel mare ci sono i coccodrilli), lo definisce “un viaggio nell’apocalisse tenuti per mano dalla più dolce e straordinaria delle creature”. E infatti viene proprio voglia di prenderla per mano, questa bambina, e di dirle che tutto andrà bene anche se la sua famiglia non tornerà indietro, anche se il mondo è caduto in preda alla follia. Bibi deve lottare non solo per sopravvivere, ma anche e soprattutto per sconfiggere il senso di colpa per essere sopravvissuta ai suoi cari e fare pace con se stessa.

Ripeto, la mia unica perplessità rimane la qualità della scrittura, con dialoghi poco credibili e una punteggiatura del tutto fuori posto. Ma ciò non riesce a scalfire la bellezza e la forza di questo libro, di questa storia vera, crudele e ispiratrice. Se amate le storie di riscatto, quelle che danno la forza di andare avanti e di smettere di lagnarsi delle nostre sciocchezze quotidiane, Dall’inferno si ritorna fa per voi.

In più, appena l’avrete finito vi verrà voglia di adottare un bambino a distanza, perché ciascuno di noi può davvero fare la differenza. Ecco, un libro che ti lascia questa sensazione per me ha già una marcia in più.

Christiana Ruggeri, Dall’inferno si ritorna
Giunti 2015
232 pagine, 14,90€
Acquista su Amazon

 

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