Alejandro Zambra – Bonsai

24 Gen

NH391_GHo puntato questo libro per un bel po’ – più che altro perché volevo leggere qualcosa di Zambra, che avevo visto a una presentazione al Salone del Libro di Torino qualche anno fa – e poi ho deciso di comprarlo. Siccome sono un genio, ho cercato l’edizione che costava meno (lo faccio spesso, potendo leggere in lingue diverse). Essendo l’autore cileno, ovviamente volevo leggerlo in spagnolo oppure in italiano, ma il titolo sempre uguale mi ha ingannata e ho scoperto troppo tardi di aver comprato l’edizione americana, quindi in inglese. Delusa, l’ho lasciato sullo scaffale per un bel po’, complice la pila inesauribile di libri da leggere che un giorno scenderà sotto le 90 unità, giuro. Comunque.

Alla fine mi sono decisa e ho cominciato questo libricino senza neppure dare un’occhiata alla trama, ma semplicemente lasciandomi trasportare dai brevissimi capitoli, dal linguaggio cristallino e dalle storie intrecciate che Zambra racconta con uno sguardo mai eccessivamente indagatore, eppure analitico e imparziale, presentando i fatti così come sono, senza sconti o abbellimenti.

Una delle primissime frasi del libro recita (cito traducendo dall’inglese, mannaggia a me – detto per inciso, mi sembra che la traduttrice Carolina de Robertis abbia fatto un ottimo lavoro): “Alla fine Emilia muore e Julio nonindex muore”. Bam. La storia è tutta lì. Emilia e Julio non sono due anziani che hanno passato tutta la vita insieme, si sono conosciuti, fidanzati e lasciati per caso, tra letture condivise, esperienze passate più o meno ingombranti, libri abbandonati tra le lenzuola, piccole bugie, segni di fine imminente e un’intesa delicata che li ha visti fondersi in una sostanza unica.

Ci sono anche alcuni personaggi di contorno: Anita, la migliore amica di Emilia, a cui Julio non piace per niente; Andrés, suo marito; María, che Julio conosce quando non sta già più con Emilia, e poi Gazmuri, uno scrittore grazie al quale il romanzo si trasforma in un’opera di metaletteratura gestita con maestria e ironia.

Numerosissimi i riferimenti letterari: i libri hanno un ruolo importante, in questa storia d’amore, di lontananza e di perdita. Julio ed Emilia affermano di aver letto Proust, e quando decidono di “ri”leggerlo insieme nessuno dei due ammette che si tratta della prima lettura. Ogni sera leggono a letto, assaporando e discutendo le parole dei loro scrittori preferiti. La loro intesa si basa in gran parte su questo. Finché non leggono la storia di una coppia che decide di coltivare un bonsai come simbolo del proprio amore, senza rendersi conto che quando la piantina morirà succederà lo stesso anche al loro amore. Julio ed Emilia non prendono una piantina. Decidono che quella storia non piace a nessuno dei due.bonsai

Bonsai è un gioco di specchi, di riflessioni apparentemente semplici ma che nascondono una potenza e una profondità inaspettate. È brevissimo, poco più di 80 pagine, ma è davvero ricco e intenso. Ho scoperto che ne è stato tratto un film e lo guarderò sicuramente. Fra l’altro noto ora che l’edizione italiana non è più disponibile, è un peccato, se leggete lo spagnolo procuratevi l’originale. Oppure, se siete dementi come me, leggete la traduzione inglese!


Che senso ha stare con qualcuno se non ti cambia la vita?

 

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