Elena Ferrante – Storia della bambina perduta

28 Dic

5850026_298838Quando ho iniziato la saga dell’Amica geniale non era ancora esplosa la Ferrante-mania. Ora l’autrice – o autore – che si nasconde dietro questo pseudonimo è dappertutto, viene osannata negli Stati Uniti, tutti ne parlano e ne scrivono (in realtà soprattutto per commentare il fatto che non si sappia chi sia, ammettiamolo). E per fortuna che l’ho iniziata prima, perché sono un po’ allergica alle esaltazioni e magari se l’avessi conosciuta ora avrei rifiutato snobisticamente di leggerla, perdendomi molto. Non è che io sia una sua fan sfegatata, ho letto I giorni dell’abbandono e non mi è piaciuto, ho sullo scaffale La figlia oscura ma prima volevo finire questa saga. Se proprio dovessi fare una critica direi che le copertine non mi piacciono affatto, ma del resto non sarà mica colpa dell’autrice.

Ora che ho finito il quarto e ultimo volume, dopo un totale di 1630 pagine (!), posso dire che c’è ben poco che non mi sia piaciuto di questa storia, del modo in cui è narrata, dei personaggi che evoca e delle situazioni che descrive. Quest’ultimo volume è forse, insieme al primo, il mio preferito. Se gli altri lasciavano la storia in sospeso, il dubbio di cosa sarebbe successo dopo, questo è un vero finale, non c’è davvero altro da raccontare, la storia di due vite è finalmente compiuta.

In Storia della bambina perduta assistiamo alla vera grande crisi della narratrice, Elena, il cui mondo era andato in pezzi più volte anche in precedenza, ma mai come in questo volume Lenù si trova senza terreno sotto i piedi, fragile, disperata eppure coraggiosa e determinata a uscirne in un modo o nell’altro. La sua unica certezza, non sempre in senso positivo, è Lila, l’amica di sempre.

Chi delle due è l’amica geniale che dà il titolo alla saga? E chi è la bambina perduta di quest’ultimo libro? Una frattura potente, che però riavvicina le due amiche come non accadeva forse dal primo volume (e chissà, magari è per questo che mi è piaciuto così tanto: negli altri libri Lila mi è mancata un po’). È difficile parlare di questi libri senza svelare nulla della trama, senza rovinare il piacere di scoprire gli eventi e il modo in cui sono narrati, è in fondo è anche inutile che io tenti di convincervi, perché chi ha letto i primi tre libri non potrà perdersi quest’ultimo, e chi non li ha letti dovrà necessariamente iniziare da quelli: anche in questo caso è imprescindibile sapere che cos’è successo prima. Mi fermo qui, limitandomi a segnalarvi qui sotto le recensioni dei libri precedenti.

In questo volume finale avrei forse voluto qualche risposta in più, ma del resto la vita è così, non tutto ha una ragione e un ordine, non sempre si possono conoscere tutte le risposte. La Ferrante, però, merita tutto il successo che sta avendo, e non è affatto una cosa scontata.

Elena Ferrante, Storia della bambina perduta
Edizioni e/o 2014
451 pagine, 19,50€
Acquista su Amazon

I volumi precedenti:
L’amica geniale
Storia del nuovo cognome
Storia di chi fugge e di chi resta

 

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2 Risposte to “Elena Ferrante – Storia della bambina perduta”

  1. Little Miss Book dicembre 29, 2014 a 2:53 pm #

    A me il terzo volume mi aveva fatto storcere un po’ il naso, però bisogna dire che la Ferrante non ha rivali quanto a capacità narrativa.

    • thais.siciliano dicembre 29, 2014 a 2:55 pm #

      Del terzo avevo apprezzato poco le parti “politiche”, ma la storia in sé mi ha sempre affascinata, ed è verissimo quello che dici sulla sua abilità di scrittrice 🙂

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