Elizabeth Strout – Olive Kitteridge

25 Set

olive kitteridgeSe mi chiedessero di fare un esempio di “show, don’t tell”, citerei questo libro. Tutto. Elizabeth Strout è una maestra del non detto, del sottinteso, del lasciato capire. E, ovviamente anche grazie alla traduzione di Silvia Castoldi, scrive maledettamente bene.

Un libro come questo dovrebbe essere affrontato nel momento giusto. Non è un romanzo, ma una sorta di raccolta di racconti tutti ambientati nello stesso posto, e in cui alcuni personaggi ricorrono. Soprattutto lei, l’Olive Kitteridge del titolo, una donna che al primo impatto appare veramente odiosa: scorbutica, insopportabile, incapace di gentilezza anche nei confronti del marito che la venera, sempre di cattivo umore. Ma, proprio come a poco a poco una persona che odiavamo può rivelare profondità inaspettate, andando avanti nella lettura Olive dimostra di essere fragile, di soffrire per quella sua cronica freddezza esteriore, di essere innocentemente convinta di fare del proprio meglio. Si addolora perché il figlio non ha mai capito quanto gli vuole bene, perché non ha mai chiesto scusa al marito, perché tutti la vedono soltanto come una vecchia megera.

Olive Kitteridge è un personaggio potente, dalle mille sfaccettature, e anche nei racconti in cui viene soltanto nominata di sfuggita si nota comunque la sua impronta, la sua importanza. Sono storie perlopiù tristi e dolcissime, con mariti, mogli, padri, madri e figli che svelano le proprie ferite e le proprie illusioni. Come dicevo, non è un libro da leggere in un momento qualsiasi: va sentito, assimilato, non si può leggere e chiudere a piacimento. Cattura con un abbraccio avvolgente, quieto e velenoso come il monossido di carbonio (o perlomeno come l’idea che ho del monossido di carbonio). Ma a differenza di quest’ultimo non è affatto incolore, ha una maestosità di fronte alla quale ci sono ben poche parole da dire.

Elizabeth Strout ha un’ottima proprietà di linguaggio, sa come costruire una storia, come valorizzare un personaggio a poco a poco, facendoci entrare nei suoi pensieri ma non troppo, mostrandocene i comportamenti e lasciando che siamo noi a capirli. Show, don’t tell, appunto. Ci ho messo un secolo a leggerlo, non perché sia pesante, ma perché è molto denso, pieno, affatto superficiale.

Inutile star qui a incensare e coprire di lodi: leggete Olive Kitteridge, ma solo in un momento della vostra vita in cui siete propensi alla riflessione. Se cercate uno svago, questo libro vi trascinerà a fondo, vi sbatterà in faccia la verità e poi riderà di voi.

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Elizabeth Strout, Olive Kitteridge
traduzione di Silvia Castoldi
Fazi Editore 2009
383 pagine, 18,50€
Acquista su Amazon

 

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2 Risposte to “Elizabeth Strout – Olive Kitteridge”

  1. Marina settembre 26, 2014 a 12:36 pm #

    Bella recensione!
    Ho visto spesso questo libro, ma non mi sono mai documentata. Poi è uscito il film che forse vedrò.

    • thais.siciliano settembre 26, 2014 a 3:14 pm #

      Grazie! A me l’ha prestato un’amica, altrimenti chissà quando l’avrei scoperto… Evviva gli amici lettori! 🙂

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