Oliver Sacks – Un antropologo su Marte

24 Mag

Non leggo molta saggistica, ma Sacks riesce sempre a conquistarmi. Dopo L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, questo Un antropologo su Marte esplora altri casi di individui resi eccezionali dai loro problemi neurologici. C’è un pittore che dopo un incidente non riesce più a distinguere i colori e vede il mondo come se fosse una brutta fotocopia in bianco e nero, con toni angoscianti e poco nitidi, non come una fotografia in bianco e nero ma come un vero e proprio incubo.

Ci sono Stephen, che fin da piccolissimo riproduce con disegni straordinari edifici a cui ha dato solo un’occhiata distratta ore, giorni o mesi prima, e Bennett, un chirurgo con la sindrome di Tourette che fuori dalla sala operatoria deve fare i conti con un impressionante numero di tic verbali e gestuali anche assurdi, come sdraiarsi e toccare con i piedi la spalla del suo interlocutore, ma quando opera è assolutamente concentrato e “perde” tutti i suoi sintomi.

C’è Virgil, che dopo cinquant’anni da cieco viene operato e ritrova la vista, ma non riesce ad abituarsi a questo nuovo senso e si sente totalmente perso perché non capisce che cosa siano le cose che sta guardando: per chi ha un’esperienza esclusivamente tattile, auditiva e olfattiva del mondo, è difficile riconoscere un volto come tale solo guardandolo.

E poi c’è Greg, che dopo che gli viene asportato un enorme tumore non conserva nessun ricordo successivo agli anni ’60, epoca che invece ricorda con dovizia di particolari. E così via, in una meravigliosa galleria di abilità eccezionali e menomazioni affascinanti, fino ad arrivare a Temple Grandin, di cui chiunque sia interessato all’autismo ha sicuramente sentito parlare, perché è diventata famosa in tutto il mondo, insegna all’università, progetta apparecchiature per il bestiame che riducono la sofferenza degli animali nei macelli e tiene conferenze sull’autismo.

La grandezza di Oliver Sacks sta nel fatto che non vede i suoi pazienti come meri casi clinici, tiene a loro come esseri umani, e dunque cerca di conoscere ed esplorare tutti gli aspetti della loro vita e della loro personalità. Pur utilizzando termini scientifici, Sacks ci fa conoscere delle persone, non dei malati. E la vita di queste persone è incredibilmente affascinante.

Chiunque sia interessato ai meccanismi del cervello, ai misteri del nostro corpo, al modo in cui ci adattiamo anche alle situazioni più assurde, dovrebbe leggere questo libro. I meccanismi che ci fanno ricordare, vedere, provare emozioni ed entrare in relazione con il mondo esterno sono tuttora misteriosi, e Sacks li analizza con attenzione partendo da individui straordinari, lasciandoci a bocca aperta a ogni pagina.

Oliver Sacks, Un antropologo su Marte
titolo originale: An Anthropologist on Mars. Seven Paradoxical Tales

traduzione di Isabella Blum
Adelphi 1995
430 pagine, 16€
Acquista su Amazon

Annunci

Una Risposta to “Oliver Sacks – Un antropologo su Marte”

  1. Pendolante luglio 28, 2014 a 2:24 pm #

    Sacks sa portarti nei meandri della mente umana, in quella neurologia e darti il senso del precario, ma perfetto equilibrio che ci governa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: