Johan Harstad – Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?

10 Dic

buzzMattias è quel compagno di classe che rivedi in una foto vecchissima e di cui non riesci proprio a ricordare il nome. È il giornalaio a cui non hai mai detto più che “buongiorno”. È l’uomo che raccoglie gli escrementi del proprio cane e non lascia alcuna traccia. È il vicino di casa di cui non ricordi mai il viso. È l’eterno secondo, quello che non arriverà mai alla gloria e non la cerca neppure. È Buzz Aldrin, non Neil Armstrong.

Serve una forza di volontà immensa, e fortuna, e abilità per arrivare primi. Ma serve un cuore gigantesco per essere il numero due.

Mattias ha il dono di una voce fantastica, peccato che si rifiuti di cantare in pubblico se non in casi particolarmente estremi. E ha una vita tranquilla che viene sconvolta dalla fine della storia con Helle, la sua fidanzata di sempre. È così che Mattias parte per accompagnare in tournée il gruppo di un amico e si risveglia fradicio e indolenzito su una strada delle isole Faroe, con quindicimila corone in tasca e nessuna idea di cosa gli sia successo. A trovarlo è Havstein, che gestisce una casa famiglia per ex-pazienti psichiatrici: Mattias andrà a vivere lì con Havstein, Palli, Anna ed Ennenne. E con loro, grazie a loro, imparerà lentamente a uscire dal buio, scoprendo che è impossibile vivere senza sfiorare e sconvolgere la vita di qualcun altro. Mattias vorrebbe nascondersi, scomparire ed essere soltanto una minuscola ruota dell’ingranaggio, fare il proprio dovere senza essere notato, ma gli affetti e le emozioni sono imprevedibili e bisogna per forza trovare il coraggio di affrontarli, anche se non si vuole, anche se si è terrorizzati, anche se il nostro unico desiderio è non creare alcuno scompiglio.

La trama è molto semplice, non succedono poi moltissime cose, ma lo sfondo selvaggio delle Faroe e soprattutto il personaggio di Mattias bastano a rendere questo libro intenso, emotivo, coinvolgente, meraviglioso. Non avere ambizioni è un crimine? Desiderare la calma, l’immobilità, l’invisibilità, è sbagliato? O meglio, è possibile? È sano?

Per un attimo mi venne il panico, forse in realtà stavo solo spingendo la mia vita nel baratro, sempre più giù a ogni istante in cui non facevo nulla, un colpo di vanga dopo l’altro.

Insomma, alla fine di questa lettura così densa e delicata allo stesso tempo ho imparato una cosa. Una cosa che sapevo già ma che tendo a dimenticare, perché in fondo seppellirsi e sparire è più comodo, ci sono meno complicazioni, meno dolore, meno crisi. Ma anche meno momenti felici.

Non cominciare a nasconderti, perché se no la gente scompare, se no li perdi, uno a uno, e non tornano più.

Una lettura che scava in profondità, che scopre qualche cicatrice, che lascia una manciata di graffi sulla pelle di chi è abituato a non esporsi mai.

Johan Harstad, Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?
titolo originale: Buzz Aldrin, hvor ble det av deg i alt mylderet?
traduzione di Maria Valeria D’Avino
Iperborea 2008
520 pagine, 16,50€
Acquista su Amazon

 

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2 Risposte to “Johan Harstad – Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?”

  1. Massimo Miro gennaio 9, 2014 a 8:07 am #

    Un libro fantastico, condivido. Ho annotato i miei prossimi 3 libri dai titoli delle tue impressioni…grazie! MM

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