Howard Buten – Mister Butterfly

6 Set

Ci sono dei libri, degli autori, che non si fila nessuno. Magari perché vengono pubblicati da piccole case editrici, magari perché semplicemente non hanno avuto fortuna. A volte meritano di finire nel dimenticatoio o di essere letti solo da una minoranza, altre no. È il caso di Edward Buten e dei suoi libri dai titoli forse non troppo accattivanti (il primo che ho letto, Quando avevo cinque anni mi sono ucciso, in lingua originale è semplicemente il nome del protagonista, Burt). Questo Mister Butterfly è un folle scatenato che ti entra nel cuore e lo straccia in mille pezzi.

Ce l’avevo sullo scaffale da un pezzo e sapevo che mi avrebbe fatto questo effetto, quindi ho cercato di ritardare il più possibile la lettura, perché non iniziarlo significava non averlo ancora scoperto, e non provare il vuoto che sarebbe certamente arrivato dopo averlo finito. E infatti, ora mi manca già.

Dopo aver fatto il clown in un ospedale per bambini considerati pazzi e rifiutati dai genitori e dalla società, Hoover scopre che lo Stato dà settecentocinquanta dollari per ogni bambino che si prende in affidamento. E, dopo essersi fatto due conti, la sua pronta risposta è “Ne prendo quattro”. Ma non come se fossero uova in un pollaio, attenzione. Hoover è stato in mezzo a loro, li ha guardati negli occhi e si è riconosciuto. Quei bambini sono come lui.

Ed è così che si porta a casa Mickey, che parla da solo e non ha idea di come comportarsi civilmente, Ralph, che oltre alla sindrome di Down ha anche tutta una serie di altri problemi ma è di una tenerezza sconcertante, Harold, che è impazzito perché il padre lo legava al letto e lo picchiava a sangue, e Tina, che in realtà è molto intelligente ma è nata con le gambe al contrario, e sa benissimo di non essere pazza.

Ma attenzione, non c’è tempo per piangersi addosso o per riflettere troppo sul triste destino di questi bambini, perché Hoover li travolgerà con la sua follia, con i suoi comportamenti non proprio impeccabili, con tutta la forza della sua comprensione e del suo amore. Li accetta così come sono, è questa la sua forza. Per quanto possano farsi la cacca addosso o dire “crepa” a un vigile, Hoover li guarderà negli occhi e si divertirà un mondo. I bambini cambieranno la sua vita in un modo che non si aspetta, travolgendo i suoi pensieri finora occupati da Paula, la sua ex fidanzata.

Di solito i libri che hanno come protagonisti bambini disabili o autistici parlano solo di loro, che diventano il vero focus narrativo. Qui invece Hoover entra prepotente nella storia con la sua vita incasinata e divertente, con la sua incapacità di guidare, di ascoltare quelli che gli parlano, di vivere correttamente in società. Ed è per questo che riuscirà a stabilire una connessione vera con questi bambini, rivelandosi il padre più incredibile che si possa immaginare.

Eppure il libro non è solo divertimento allo stato puro: c’è spazio anche per riflettere, per commuoversi, per farsi affascinare e per far cadere qualche pregiudizio. In fondo, chi l’ha detto che noi viviamo tanto meglio di questi bambini “diversi” e dei loro mondi interiori? Hoover non vuole cambiarli, gli piacciono così. Doverli mettere in condizione di sopravvivere da soli nel mondo esterno è per lui una sofferenza, perché gli sembra di snaturarli. Ma del resto, “Essere capaci di lasciar andare qualcuno è un dono”.

So di non essere riuscita a rendere appieno la bellezza e la profondità di questo libro, e sono tentata di sommergervi di citazioni, che ho diligentemente annotato sul mio apposito quadernetto, ma voi fidatevi e provateci, provate a entrare nel mondo folle di Hoover e a farvi prendere per mano da lui. È proprio vero che dietro la maschera di un clown ci sono mille emozioni contrastanti, nascoste dalla biacca, e che anche se nessuno li prende sul serio sono capaci di tutto. Hoover vi aprirà gli occhi, vi farà ridere, vi lascerà dentro una traccia che sarà difficile cancellare.

Howard Buten, Mister Butterfly
traduzione di Anna Pensante
titolo originale: Mister Butterfly
Giovanni Tranchida Editore, 1994 e 2010
186 pagine, 14€
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