Paolo Pasi – Il sabotatore di campane

18 Giu

 

Questa è una storia divisa a metà. Da una parte gli ideali di un vecchio anarchico, la storia della sua vita travagliata, le sue lotte e i suoi errori; dall’altra gli abitanti di un paesino che si ritrovano a recitare una farsa pur di uscire dall’anonimato.

Gaetano va in giro da decenni a sabotare le campane delle chiese per zittire la voce di Dio in memoria dei morti dimenticati di una strage fascista a cui ha assistito suo padre. Quando arriva a Roccapelata, però, qualcosa va storto: il prete lo scopre e durante una colluttazione cade dalle scale, morendo sul colpo. Gaetano viene arrestato ma nessuno crede alla sua versione, o meglio, da quel momento tutti gli abitanti del paese iniziano ad autoaccusarsi e a tirar fuori storie segrete e sospetti per risvegliare il paese dall’oblio e movimentare un po’ la propria vita.

Insomma, le manie di protagonismo trasformano un assonnato paesino sul punto di scomparire in un teatro dell’assurdo in cui tutti vogliono apparire, provare il brivido della notorietà a ogni costo. L’espressione “circo mediatico” è particolarmente azzeccata per descrivere ciò che accade dopo la morte del prete: si anima un vero e proprio circo con tanto di pagliacci, buffoni, animali da palcoscenico ed esibizionisti che suscitano risate amare a denti stretti, un’esagerazione che forse alla fin fine così esagerata non è. Ai capitoli relativi a questo presente agghiacciante nella sua ridicolezza si alternano quelli che raccontano il passato dell’anarchico Gaetano, la morte del padre, la nascita dei suoi ideali, i rapporti che ha avuto con i compagni e le compagne di una vita, fino ad arrivare al momento in cui decide di recarsi a Roccapelata.

E nell’alternanza delle due storie l’ottima proprietà di linguaggio dell’autore ha modo di rivelarsi appieno, per creare un contrasto davvero ben riuscito tra l’amara ironia della società odierna e le riflessioni sulla vita dell’ormai anziano anarchico.

Il desiderio di libertà e le utopie non muoiono mai, ma invecchiare è sempre duro. In un mondo che privilegia i reality show, è difficile restare fedeli alle proprie idee e continuare a credere alla propria onestà intellettuale senza impazzire. Gaetano ci riesce scrivendo le proprie memorie, ripercorrendo gli anni della giovinezza e gli ideali di giustizia che per lui l’anarchia ha sempre rappresentato.

Questo libro lascia un po’ l’amaro in bocca. Sia perché è molto facile riconoscervi lo sciacallaggio dei programmi tv che vanno in onda ogni giorno e la piccolezza della gente disposta a sfruttare qualsiasi avvenimento tragico per farsi vedere, sia perché è triste seguire la parabola della vita di un uomo. Non credo di essere riuscita a rendere del tutto la bellezza e la poesia di questo libro, ma voi fidatevi e leggetelo.

Oltretutto è stato pubblicato da una piccola casa editrice e io i piccoli editori che pubblicano bei libri, molto curati e ben editati le sostengo a prescindere. Seguirò sicuramente sia l’autore sia la casa editrice, per scovare altri piccoli gioielli.

Paolo Pasi, Il sabotatore di campane
Edizioni Spartaco, 2013
200 pagine, 12 €
Acquista su Amazon

 

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