Jennifer Egan – Il tempo è un bastardo

14 Mag

Leggere questo libro è stato come guardare in un caleidoscopio. Quelli di cartone che tutti i bambini avevano negli anni ’80, con i vetrini colorati che giravano e giravano assumendo sempre forme diverse, ribaltando la realtà e ricomponendola in modi nuovi e inaspettati.

Questo libro è un collage di racconti, o meglio, è un romanzo. Vi siete già persi? Pure io. Perché si narra di tanti personaggi diversi, ma che ruotano sempre intorno alla stessa storia, anzi no: si racconta la storia di ognuno, ma intrecciata a quelle degli altri. Si parte da Sasha, ragazza cleptomane assistente di un produttore musicale, per poi passare dal produttore musicale stesso, Bennie, ai suoi giovani amici punk che poi crescono e ritrovano a loro volta gente conosciuta all’epoca e ormai adulta, per poi arrivare ai figli dei personaggi principali, con anche una puntatina nell’immediato futuro… Insomma, un bel guazzabuglio di persone, emozioni, vicissitudini ed evoluzioni. E poi c’è la musica, sottilissimo e potente filo conduttore.

Perché il tempo passa, e qui lo vediamo scorrere inesorabile dagli anni ’60 fino al futuro, assistendo ai cambiamenti che produce sui personaggi che abbiamo conosciuto giovani e spensierati. Ma la prospettiva da cui li vediamo è sempre obliqua, ribaltata: non assistiamo più ai loro pensieri ma a quelli dei loro figli o di altre persone che li circondano, mentre i personaggi principali diventano secondari e viceversa. Sono rimasta un po’… disorientata, ecco. Quando in un romanzo si superano i dieci punti di vista differenti, tendo a perdermi un po’. Ma questo libro è un puzzle perfettamente combinato, un mosaico pieno di colori e di ombre, di personaggi veri eppure incredibili.

Impossibile riassumerne la trama, perché una trama forse non c’è: la trama è la vita, con tutti gli imprevisti, i cambi di direzione, la fortuna e la sfortuna, il successo e il fallimento, il suicidio e le nascite, la disperazione e la felicità. C’è tutto, in questo libro: c’è un universo intero, un mondo di punti di vista, di sentimenti, di vite completamente diverse tra loro eppure tutte inesorabilmente intrecciate, in una Manhattan che cambia di continuo.

Un romanzo da montagne russe, da far girare la testa, e che va letto con una grande attenzione ai particolari: è davvero entusiasmante scoprire un brevissimo accenno a una storia letta in precedenza e ricordare esattamente chi è quel personaggio, che fine farà, che rapporto ha con gli altri. Sì, perché dei personaggi presentati noi sappiamo tutto: in un’alternanza di passato e presente, di anticipazioni e svelamenti, sappiamo come finirà tizio quando è ancora un ragazzino, e poi ci immergiamo di nuovo nella sua storia con una consapevolezza nuova.

Particolarmente interessante il capitolo scritto tramite serie di slide, ambientato nel prossimo futuro: l’ho trovato ben congegnato, anche se continuo a preferire le narrazione fluide e spero che sarà così anche in futuro e che i “microportatili” immaginati dalla Egan non finiscano per privarci del piacere di parlare faccia a faccia, senza linguaggi da sms.

Mi rendo conto di aver messo insieme una serie di pensieri senza molto senso logico, ma è davvero difficile rendere a parole che cosa sia questo libro: ritorno alla metafora del caleidoscopio perché è l’unica che riesca a riprodurre nella mia mente la vertiginosa esperienza di leggere la Egan (nell’ottima traduzione di Matteo Colombo).

Jennifer Egan, Il tempo è un bastardo
traduzione di Matteo Colombo
titolo originale: A Visit From the Goon Squad
minimum fax 2011
391 pagine, 18€
Acquista su Amazon

 

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2 Risposte to “Jennifer Egan – Il tempo è un bastardo”

  1. Dreaming Alice maggio 14, 2013 a 10:24 am #

    Concordo! L’ho letto qualche mese fa ed è davvero difficile riassumerlo tutto. Inoltre, qualche giorno fa ho scoperto che la pratica di comprare i fan è piuttosto diffusa 😉
    Alice

  2. cartaresistente maggio 14, 2013 a 3:40 pm #

    Gran libro!

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