Suzette Mayr – Monoceros

3 Mag

Definire questo romanzo un pugno nello stomaco sarebbe riduttivo. Perché è un coltello conficcato tra le costole che ruota su se stesso, lasciando a ogni giro un vortice di dolore acuto e sangue e scariche elettriche che sembra non finire mai.

Il suicidio di un ragazzo di diciassette anni è sempre straziante, incomprensibile, lascia impotenti e con mille domande. Ma Patrick si è ucciso perché era innamorato di un altro ragazzo, Ginger, fidanzato con una loro compagna. Di Ginger che non ha il coraggio di seguire il suo cuore e dichiararsi gay, nella loro scuola cattolica in cui ognuno ha un segreto che gli trafigge il cuore. C’è l’insegnante di inglese, Mrs. Mochinski, appena lasciata dal marito, che si chiede se non avrebbe potuto e dovuto fare di più per il povero Patrick. C’è Faraday, che avrebbe tanto voluto essere amica del ragazzo morto, ma che non ha fatto in tempo e ora si rifugia nelle sue fantasie popolate da unicorni salvifici. Ci sono il preside e l’assistente scolastico, che hanno una storia anche se a scuola nessuno deve saperlo, e così annegano nelle bugie, nei segreti, nella voglia di vivere un amore che deve rimanere chiuso in gabbia. Ci sono i genitori di Patrick, straziati dal dolore di un figlio prima diverso da come l’avrebbero voluto e poi assente, un buco nelle loro vite. C’è Petra, la ragazza di Ginger, talmente innamorata da diventare crudele.

Ci sono tanti personaggi, eppure Patrick risulta in fin dei conti completamente solo. Nessuna di queste persone gli era veramente amica, nessuna gli è stata vicino, nessuno l’ha salvato. Non conosciamo i pensieri di Patrick, ma possiamo immaginarli. Questo è un romanzo corale in cui nessuno parla in prima persona: sta alla bravura dell’autrice dare voce alle sensazioni di ciascuno di loro.

E la colpa di chi è? Di chi lo insultava? Di chi l’ha rifiutato? Di chi non gli ha dato abbastanza sostegno, conforto, comprensione? Ognuno dei personaggi è fragile a modo suo, ognuno è colpevole e innocente, umano e crudele, sofferente e indifferente. Una tragedia che nessuno avrebbe potuto prevedere sconvolge le loro vite e mette a nudo la piccolezza delle azioni quotidiane, la stupidità del non pensare due volte a quel che facciamo, la superficialità di credere che tanto ci penserà qualcun altro.

Il linguaggio della Mayr è scarno, freddo, non fa sconti a nessuno. Affronta ogni aspetto della morte di Patrick senza falsi pudori, senza denunciare né giustificare. Presenta i fatti, starà poi al lettore farsi un esame di coscienza. Sì, farsi. Perché la realtà di questa piccola scuola è più vicina di quanto crediamo, e di Patrick è pieno il mondo, gay o meno, impopolari o meno, sfigati o meno, innamorati o meno, isolati o meno. È impossibile conoscere ciò che si nasconde nel cuore di ognuno, ma è disumano restare sordi a un grido d’aiuto. O forse è fin troppo umano, nel senso peggiore del termine.

Suzette Mayr, Monoceros
traduzione di Fabio Gamberini
Miraviglia Editore, 2012
331 pagine, 17€
Acquista su Amazon

 

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Una Risposta to “Suzette Mayr – Monoceros”

  1. lisecharmel maggio 3, 2013 a 12:13 pm #

    grazie per averlo segnalato, sembra davvero molto bello

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