Michele Mari – Tu, sanguinosa infanzia

8 Apr

Il titolo è tutto un programma, e può lasciare interdetti: Tu, sanguinosa infanzia. E perché mai l’infanzia dovrebbe essere sanguinosa in un paese come il nostro, dove i bambini hanno tutto? Dopo aver letto questa breve raccolta di racconti, lo capirete. Mi è stata consigliata durante un corso di traduzione, perché uno dei racconti parla di questo argomento, ma ci è stato detto di leggerlo soprattutto perché Michele Mari sa scrivere. Sa scrivere maledettamente bene. Non leggo molto spesso autori italiani, ma quando uno si esprime in modo così meraviglioso, beh, tanto di cappello.

Mari è stato un piccolo snob, lo si capisce subito. Ma uno snob di quelli sfigati, emarginati, derisi, sofferenti perché troppo aristocratici e diversi. Descritto così, risulta istantaneamente antipatico. Eppure fin dalle prime pagine non si riesce a non solidarizzare con questo ex bambino – e bambino per sempre – che venera i libri in edizioni pregiate dopo aver fondato il suo sapere sugli adorati fumetti che ora, da adulto, vuole proteggere dalle manine appiccicose del futuro figlio. E così via, in un’alternanza di passato e presente, di lirici ricordi e amari rimpianti.

È un libro che si legge con il sorriso sulle labbra, perché tutti siamo stati bambini, tutti abbiamo patito almeno una volta lo strazio di quello sputo irriverente che la ruota della bicicletta non è riuscita a evitare mentre passavamo ai giardini con la bicicletta, tutti abbiamo temuto di non riuscire mai a capire gli altri, tutti ci siamo emozionati rivedendo un giocattolo che credevamo perduto e abbiamo odiato a morte i compagni di classe che ci sottraevano le attenzioni della persona amata. E Michele Mari ci restituisce con freschezza e un uso sapiente della lingua l’età più innocente, più pura, più dolorosa, con tutte le sue ossessioni e la sua meraviglia. È un libricino piccolo piccolo ma che va gustato con lentezza, assaporando le scelte lessicali e sintattiche di un periodare mai banale.

I racconti a cui mi sono affezionata di più sono forse l’ultimo, in cui due anziani ricordano episodi apparentemente insignificanti della loro infanzia, e La freccia nera, per deformazione professionale (parla di come diverse traduzioni possano rendere un libro totalmente nuovo, e del rapporto con un padre autorevole), ma anche Otto scrittori è un piccolo gioiello: il protagonista, crescendo, si rende conto che gli autori di libri d’avventura che tanto ama non sono tutti uguali, che ognuno ha le sue particolarità, e dialoga con loro, li chiama a esprimere la propria opinione, li tratta come veri e propri amici da cui è straziante separarsi. E ora ditemi che non vi ci riconoscete. Impossibile, perché come dice Mari “è tutto laggiù”, nella terra perduta e adorata dell’infanzia.

Michele Mari – Tu, sanguinosa infanzia
Einaudi 2009
134 pagine, 13 €
Acquista su Amazon

 

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Una Risposta to “Michele Mari – Tu, sanguinosa infanzia”

Trackbacks/Pingbacks

  1. Michele Mari – Verderame | Solo libri belli - gennaio 5, 2016

    […] libro di Michele Mari che leggo e il secondo che finisce dritto dritto su questo blog (il primo era Tu, sanguinosa infanzia). Ok, non proprio dritto dritto, ché ho finito di leggerlo un paio di settimane fa ma solo ora […]

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